Sportella dell’Isola d’Elba
Dolce pasquale tipico della tradizione riese

La sportella è uno dei dolci più antichi e affascinanti dell’Isola d’Elba, legato alla tradizione pasquale e in particolare al paese di Rio.
Questo dolce, dalla forma simbolica, veniva preparato durante la Settimana Santa ed era protagonista di un’antica usanza: rappresentava una vera e propria dichiarazione d’amore tra giovani.
📜 Tradizione e storia
La sportella nasce come evoluzione del pane delle feste, arricchito con semi di anice, frutta secca e aromi naturali per distinguerlo dal pane quotidiano.
In passato veniva preparata con il miele, mentre oggi si utilizza lo zucchero e si decora con zuccherini colorati.
Secondo la tradizione:
- Il ragazzo regalava il cerimito alla ragazza la Domenica delle Palme
- Se ricambiato, riceveva una sportella a Pasqua
La preparazione originale prevedeva una lievitazione lunghissima, anche fino a 100 ore, simbolo di attesa e dedizione.
🧾 Ingredienti
- 6 uova
- 500 g di zucchero
- 1,2 kg di farina 00
- 250 g di burro
- 2 bustine di lievito
- 2 limoni
- 70 ml di latte tiepido
- Semi di anice (facoltativi)
- Codette di zucchero
- 1 tuorlo d’uovo
👨🍳 Preparazione
- Lavorare le uova con lo zucchero e la scorza dei limoni.
- Aggiungere farina e lievito poco alla volta alternando burro fuso e latte.
- Unire i semi di anice e continuare a impastare.
- Lasciare riposare l’impasto in frigorifero per circa 40-50 minuti.
- Dividere in 8-10 panetti e formare la tipica forma intrecciata.
- Spennellare con tuorlo e latte.
- Aggiungere zuccherini colorati.
- Cuocere a 180° per circa 20 minuti.
💡 Consigli
- Non esagerare con l’anice per un gusto più delicato
- Perfetta da accompagnare con vino dolce come l’Aleatico
- Ottima anche nei giorni successivi alla preparazione
🍞 La ricetta tradizionale delle nonne riesi
La versione originale prevede una lunga lavorazione e lievitazione in più fasi, iniziando già dal martedì della Settimana Santa.

Questa preparazione lenta rende la sportella un dolce ancora più ricco di significato e tradizione.
Si ringrazia Elba Taste per la documentazione